Marketing virale: il trucco per farsi notare su LinkedIn

Il marketing virale è qualcosa che, sicuramente, crea molta curiosità, è affascinante; per questo voglio dedicare un intero articolo in merito, per spiegare come funziona e come sfruttare al meglio questo tipo di marketing non convenzionale ✌️

Nel 2022 sentiamo parlare sempre più spesso di quanto sia difficile promuoversi sui social senza gli annunci sponsorizzati. Ed è una grande verità!

LinkedIn è una piattaforma quotata in borsa, esattamente come Facebook. E come tale, il suo primo interesse non è certo di mettere in risalto i contenuti gratuiti che vengono pubblicati dagli utenti.

Il fatturato è il vero elemento che fa la differenza. Per questo motivo le inserzioni pubblicitarie hanno assunto un ruolo decisivo nell’ecosistema dei social network. Giusto per farti un esempio, quando pubblichi un post sulla tua pagina LinkedIn, meno del 10% dei tuoi follower lo vedrà (per lo meno all’inizio…).

Ed è proprio l’algoritmo di LinkedIn a imporre questa limitazione! Si tratta di un chiaro incentivo per spingere gli utenti a investire denaro nelle campagne, con l’obiettivo di raggiungere un pubblico più esteso.

Come risolviamo questa situazione? Ha ancora senso pubblicare contenuti “organici” sulla propria pagina aziendale?

La risposta è…assolutamente sì. Esiste un trucco che può permetterti di raggiungere un grande numero di persone senza spendere un euro nelle inserzioni pubblicitarie: il marketing virale.

Nell’articolo ti dirò come funziona e soprattutto come potrai utilizzarlo per promuovere la tua attività.

Cos’è il marketing virale?

La viralità è un concetto che è salito alla ribalta negli ultimi anni, soprattutto nell’ambito dei social media. Ma come può essere spiegato?

Ce lo dice la parola stessa. Un contenuto virale è qualcosa che si diffonde a macchia d’olio, come una tosse o un raffreddore. Salta da una persona all’altra in un passaparola infinito, raggiungendo un enorme numero di utenti. E ovviamente porta grandi ritorni a chi l’ha realizzato!

Facciamo subito una premessa: qualsiasi tipo o formato di contenuto può diventare virale, dai post ai video. Non esiste limite alla fantasia della viralità, che può manifestarsi in tutte le forme possibili.

In questo caso il mezzo di diffusione è proprio il social network, che permette una circolazione rapida e a livello planetario delle informazioni. E proprio come il raffreddore, più persone vengono esposte e più aumenta il suo raggio di espansione.

Ma come fa un contenuto a diventare virale? Qual è la molla che fa scattare l’ingranaggio? Il segreto è uno: la motivazione. Quando pubblichiamo un post o condividiamo un video, lo facciamo perché c’è qualcosa dentro di noi che grida a gran voce per uscire, un impulso che ci spinge ad agire.

Il compito del marketing virale è proprio questo, studiare la motivazione che spinge le persone a condividere i contenuti.

Cosa significa nel lato pratico? Quando realizzi o condividi un contenuto, la prima motivazione che conta è proprio la tua. Perché lo stai facendo? Credi che sia un motivo abbastanza forte da spingere altre persone a condividerlo a loro volta? Se la risposta a questa domanda è no, il mio consiglio di rivalutare quello che hai intenzione di produrre.

Dopotutto, come puoi sperare che qualcun altro abbia interesse nel condividere qualcosa in cui nemmeno tu credi fino in fondo? Per rendere virale un post, la motivazione alle sue spalle dovrà essere molto forte, talmente profonda da smuovere l’utente e fargli scattare la scintilla.

La valuta sociale

Perché pubblichiamo continuamente contenuti sul nostro profilo Facebook o Instagram? Se fossimo influencer, il motivo sarebbe ottenere un ritorno in termini economici. Ma per le persone comuni funziona diversamente.

La verità è che l’essere umano ha l’irrefrenabile desiderio di sentirsi importante, di valorizzare sé stesso agli occhi altrui. Ciò che otteniamo dalla condivisione di un post è un apprezzamento da parte degli altri, una vera e propria “valuta sociale” che ci ricompensa del nostro sforzo e che ci fa apparire in un certo modo a chi ci osserva.

La valuta che otteniamo dipende dalle nostre intenzioni, da ciò che vogliamo trasmettere al nostro pubblico:

Per ogni video che pubblicheremo, per ogni immagine o post che condivideremo, riceveremo una vera e propria “banconota” sociale che contribuirà ad arricchire il nostro portafoglio reputazionale.

Per mettere in pratica questo concetto su LinkedIn, dovrai chiederti quale sarà la valuta sociale che gli utenti otterranno condividendo il tuo post. Rispecchia i loro interessi e l’immagine con cui vorrebbero apparire? È in linea con la Brand Identity della tua azienda? Se sì, il tuo contenuto è sulla buona strada per diventare un fenomeno virale.

Il potere delle emozioni

Un’altra leva molto potente che ci spinge a condividere un contenuto sono le emozioni. Pensaci bene: hai mai pubblicato qualcosa senza un’emozione che ti spingesse a farlo?

Io non credo. Che tu lo abbia fatto perché ti sentivi felice, euforico oppure triste, dietro di te c’era un sentimento che ti ha indotto ad agire. E probabilmente il tuo obiettivo era di trasmettere quel sentimento a chiunque avrebbe visto il tuo post.

Ecco come puoi creare un fenomeno virale: non devi condividere un contenuto, ma un’emozione. Il motivo? Le emozioni sono contagiose, i contenuti no!

Bene, ma quali emozioni? Di solito il nostro desiderio è di essere apprezzati dagli altri, quindi le emozioni che preferiamo trasmettere sono positive. E sono quelle a cui dovrai fare maggiore affidamento per rendere virali i tuoi contenuti.

La negatività viene spesso rifiutata, se non del tutto ignorata. A maggior ragione se parliamo di un’azienda che vuole fare buona impressione su nuovi potenziali clienti.

Ecco alcuni trucchi che ti aiuteranno a trasmettere sensazioni positive con i tuoi post:

Scuoti il tuo pubblico

Per diventare virale, il tuo materiale dovrà sconvolgere chi lo vede. Deve trattarsi di qualcosa di originale, un pensiero o un’idea che faccia breccia nell’utente e che gli faccia rivalutare un concetto per lui molto importante.

Le soluzioni che ti consiglio di applicare per raggiungere questo risultato sono 2:

  1. Dividi il pubblico (polarizzazione): meglio Ferrari o Lamborghini? Windows o Mac? Realizzare un contenuto che spinge il tuo target a schierarsi è un ottimo modo per aumentare le interazioni e renderlo virale. Questo perché farai leva sul già citato senso di appartenenza, innato in ognuno di noi. I soggetti che vedranno il tuo post saranno incentivati a invitare i loro amici alla conversazione per sostenere la loro tesi, il che porterà a una diffusione massiva del contenuto
  2. Provoca un impatto trasformativo: quando produci materiale per il tuo profilo LinkedIn (o per qualsiasi altro profilo social), devi farlo col fine di trasmettere una rivoluzione nei pensieri del tuo target. Dovrà convincersi che, affidandosi a te, potrà fare un salto verso un livello superiore e completamente nuovo. Un po’ come scendere da una bicicletta e salire su un’auto di Formula 1. In pratica dovrai farlo sognare!

Rendi virali i tuoi contenuti!

Il marketing virale è un fenomeno tanto potente quanto complesso da realizzare. Seguendo i consigli di questo articolo le tue probabilità di raggiungere questo risultato incrementeranno notevolmente, e sono sicuro che anche tu potrai imparare a diffondere i tuoi contenuti al pari del famoso raffreddore di cui ti parlavo.

L’ultimo consiglio che voglio darti è di studiare LinkedIn e di seguirne gli aggiornamenti. L’algoritmo si evolve continuamente (assieme ai criteri che determinano la viralità), e la piattaforma si arricchisce di nuove funzionalità che, per essere testate a dovere, vengono spesso messe in risalto rispetto a quelle già presenti.

E queste sono occasioni d’oro per avere maggiore visibilità!

Spero di averti chiarito il concetto di marketing virale!

Se avessi dei dubbi o volessi approfondire il concetto di marketing virale, sarò felice di aiutarti a comprendere questo argomento per renderlo una realtà anche nel tuo business.

Ci vediamo nel futuro!

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